Lady In The Radiator: il video di Aquamarine diretto dal collettivo John Snellinberg

I Lady in the Radiator, vincitori del Rock Contest 2019, hanno pubblicato il loro primo singolo Aquamarine, dallo scorso 18 dicembre su tutte le piattaforme digitali per Golden Factory Records.

Aquamarine segna il debutto discografico per il duo alt-rock toscano, da Prato, a seguire la prestigiosa vittoria al Rock Contest del 2019, arrivata nello stesso anno della fondazione del progetto. Sara Parigi (voce, tastiere, chitarra, testi) e Lorenzo Robin Frosini (chitarra, basso) uniscono atmosfere oniriche con scatti nervosi dal gusto noise creando un mondo sonoro vagamente “espressionista”.

“Aquamarine nasce dalla necessità di qualcosa che scorra mentre tutto è fermo, ed è infatti frutto del periodo che stiamo vivendo. È la rappresentazione non solo di un sogno fantastico, ma anche di una forza ritrovata, della consapevolezza di una speranza”.

Scritto dai due musicisti durante il lockdown del marzo 2020, Aquamarine è stato prodotto da Alessio Pepi (Dilatazione, La Band del Brasiliano), con la collaborazione artistica di Donald Renda alla batteria e la successiva fase di mix e master a cura di Andrea Pelatti.

Il video di Aquamarine è diretto da John Snellinberg, collettivo attivo nella realizzazione di film (La Band del Brasiliano, Sogni di Gloria), documentari e clip. “Abbiamo cercato di rendere la fluidità che è alla base della canzone. Abbiamo quindi assecondato questa direzione e nel video, anziché raccontare una storia, abbiamo deciso di esprimere un’atmosfera, una sensazione”.

Il nome scelto dal duo è un riferimento al personaggio Lady in the Radiator, in italiano la Signora del Termosifone, dal primo film di culto del maestro David Lynch, Erasarhead. Lady in the Radiator è un personaggio creepy e surreale, associabile tanto alla cupezza quanto all’escapismo delle sue possibili chiavi di lettura. Per Sara, che all’epoca lavorava per curiosa coincidenza in un’azienda di termoidraulica, e per Lorenzo, la musica simboleggia proprio quello che la figura di Lady in the Radiator simboleggia per Henry, il protagonista di Erasarhead: la fuga dalla realtà, un’”alternativa”.

I Lady in the Radiator, con i loro brani fatti di “pieni” e “vuoti”, sofisticate voci perlopiù eteree, foga elettrica per mezzo di chitarre spigolose e graffianti, spiazzanti saliscendi ritmici e una spontanea teatralità nella presenza scenica, sono ben riconoscibili persino dal vivo. Non è un caso che, incontratisi dopo precedenti esperienze musicali (ricordiamo almeno Fantastic Bra), siano saliti per la prima volta assieme su un palco e abbiano appunto immediatamente vinto la XXXI edizione del Rock Contest di Controradio, che ha visto in giuria artisti del calibro di Andrea Appino (Zen Circus), Rachele Bastreghi (Baustelle), Vasco Brondi e Diodato.

Il processo di composizione delle canzoni è abbastanza magico, nel senso che non c’è una regola fissa o un metodo preciso. È come se parlassimo fra noi attraverso la musica. Alcuni brani sono ideati come strutture strumentali, altri invece sono viceversa scritti partendo dalle linee vocali, sempre dall’intensa emotività”.

Aquamarine è il primo di una serie di singoli che andranno ad anticipare l’album d’esordio dei Lady in the Radiator, in arrivo nel corso del 2021. “We don’t fear the future, we dance through the water“.